mercoledì 3 agosto 2016

Chiusura Estiva

Vi informiamo che saremo chiusi per ferie da sabato 06.08.16 a mercoledì 31.08.16 compreso.

Auguriamo a Voi tutti buone vacanze!
Staff AssoEndometriosi
 

venerdì 1 aprile 2016

Le donne con endometriosi a più alto rischio malattie cardiache e infarto



Le donne giovani, al di sotto dei 40 anni, sono più a rischio infarto del miocardio e malattie cardiache quando siano affette dall’endometriosi, la malattia che colpisce l’utero delle donne in età fertile


BOSTON – Le donne con endometriosi pare siano anche più a rischio di malattie cardiache e di essere vittime di un infarto del miocardio. Questo l’avvertimento che giunge dall’American Heart Association e uno studio pubblicato sulla rivista Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes.


Il legame pericoloso
Vi sarebbe dunque un legame pericoloso tra l’endometriosi e le malattie coronariche. Ecco quanto emerge dallo studio prospettico condotto dai ricercatori della Harvard Medical School di Boston, Massachusetts, durato 20 anni. Per lo studio sono state coinvolte 116.430 donne, che facevano parte del Nurses’ Health Study II. Durante il periodo di follow-up, a 11.903 donne è stata diagnosticata l’endometriosi.


I numeri del rischio cardiaco
Sempre durante i 20 anni di osservazione, i ricercatori hanno scoperto che, rispetto alle donne senza endometriosi, le donne a cui era stata invece diagnosticata la malattia avevano

  • 1,35 volte più probabilità di avere bisogno di un intervento chirurgico o stenting per aprire le arterie bloccate
  • 1,52 volte più probabilità di avere un infarto o attacco di cuore
  • 1,91 volte più probabilità di sviluppare l’angina pectoris (dolore al petto).
Peggio le giovani
Secondo i risultati dello studio, ad avere la peggio erano le giovani donne con endometriosi: in particolare quelle di o al di sotto dei 40 anni. Nello specifico, avevano tre volte più probabilità di essere vittime di infarto, dolore toracico o avevano bisogno di cure per le arterie bloccate. «Le donne con endometriosi devono essere consapevoli del fatto che possono essere a più alto rischio di malattie cardiache rispetto alle donne senza endometriosi – ha sottolineato Fan Mu, autore principale dello studio – e questo aumento del rischio può essere più elevato da giovani».


Colpa dell’intervento?
A far aumentare il rischio di infarto e malattie cardiache pare non sia soltanto l’endometriosi, ma anche il trattamento della malattia stessa. I ricercatori hanno infatti trovato che questo rischio aumentava a seguito del trattamento chirurgico dell’endometriosi come la rimozione dell’utero o delle ovaie. La menopausa chirurgicamente indotta prima del tempo naturale può aumentare il rischio di malattie cardiache e il rischio elevato può essere più evidente in giovane età. «E’ importante per le donne con endometriosi, anche giovani donne, adottare abitudini di vita salutari per il cuore, essere sottoposte a screening per le malattie cardiache dai loro medici, e avere familiarità con i sintomi, perché la malattia di cuore rimane la principale causa di morte nelle donne», conclude la dott.ssa Stacey A. Missmer, direttore di studi epidemiologici in Medicina della riproduzione presso il Brigham and Women ‘s Hospital e autore senior dello studio.


Fonte:diariodelweb.it

martedì 22 dicembre 2015

CHIUSURA FESTIVITA' NATALIZIE

AVVISO

Vi informiamo che saremo chiusi per le festività Natalizie
dal 23 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016 compreso.

Cogliamo l’occasione per augurarVi
Buon Natale e un felicissimo Anno Nuovo.
 
Da parte dello Staff AssoEndometriosi






martedì 4 agosto 2015

CHIUSURA ESTIVA



 
Quest’anno effettueremo la chiusura per le vacanze estive
dall’ 08/08 al 31/08 compreso.

Lo Staff AssoEndometriosi
Augura a tutti una serena estate

venerdì 26 giugno 2015

Endometriosi

Endometriosi. Lorenzin: “Tante le azioni intraprese dal Ministero per una patologia che è causa del 30-40% dei casi di infertilità”




Così il ministro della Salute ha ricordato l'attenzione rivolta dal suo dicastero a questa patologia: dal fondo di 15 mln per progetti finalizzati al migliorare le condizioni di vita delle donne affette alla prevista istituzione di un Registro nazionale, fino all'esenzione per alcune prestazioni specialistiche. "Ora si risolvano i problemi di valutazione della compatibilità finanziaria per aggionrmanto Lea".


25 GIU - “Sono molto vicina a tutte le donne che ogni giorno devono confrontarsi con una malattia come l’endometriosi che solo in Italia colpisce circa tre milioni di donne e che è causa del 30-40% dei casi di infertilità femminile. Una malattia con un impatto personale e sociale alto, sia in termini di riduzione della qualità della vita di coloro che ne sono colpite, sia in termini di costi diretti e indiretti. Sin dall’inizio del mio mandato alla Salute ho prestato grande attenzione a questa patologia che ho posto al centro dell’agenda dedicata alla salute della donna anche nel corso del semestre di presidenza italiana dell’UE. Nel 2014 ho inoltre vincolato 15 milioni di euro per consentire alle Regioni di sviluppare specifici progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita e di salute delle donne affette da questa malattia attraverso l’implementazione di percorsi diagnostico­ assistenziali e di supporto". Così in una nota il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

"Al fine poi di migliorare la conoscenza epidemiologica sull’endometriosi, sui relativi accertamenti diagnostici e sui trattamenti terapeutici adottati, il Ministero ha previsto l’istituzione di un Registro nazionale che si avvarrà di Registri e Osservatori regionali sulla patologia, già realizzati in alcune Regioni. Inoltre - ha proseguito - in considerazione delle profonde ripercussioni cui vanno incontro le pazienti nelle forme cliniche più gravi e diffuse abbiamo riconosciuto il diritto ad usufruire in regime di esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo nell’ambito di percorsi di follow-up. Pertanto, all’interno dell’aggiornamento complessivo dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), previsti dal Patto per la Salute 2014-2016, è stato proposto l’inserimento della endometriosi nell’elenco delle patologie croniche ed invalidanti per gli stadi clinici III e IV della classificazione ASRM".
"Tanto è stato fatto dal ministero della Salute ora auspico che si risolvano al più presto i problemi di valutazione della compatibilità finanziaria dell’aggiornamento dei nuovi Lea da parte del ministero dell’Economia e delle Regioni”, ha concluso Lorenzin.



Fonte: quotidianosanità.it

martedì 16 dicembre 2014

Buone Feste!






Vi informiamo che saremo chiusi per le festività Natalizie
dal 23 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015 compreso.

Cogliamo l’occasione per augurare a Voi tutti Buon Natale e un felicissimo Anno Nuovo.

Da parte dello Staff AssoEndometriosi

giovedì 25 settembre 2014

PUGLIA: ENDOMETRIOSI, AL VIA TUTELA DONNE

PUGLIA CONS REG


(AGENPARL) – Bari, 24 set – La prima Commissione consiliare presieduta da Pino Lonigro ha espresso all’unanimità parere favorevole alla proposta di legge a firma dei consiglieri del Pd Lemma e Romano, contenente disposizioni per la tutela delle donne affette dall’endometriosi. La legge in oggetto ha l’obiettivo di migliorare la tutela della salute e le condizioni di vita, individuali e sociali delle donne. Si intende quindi, promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce dell’endometriosi, la conoscenza della patologia e dei suoi effetti in ambito sanitario, sociale e lavorativo, attraverso campagne informative e di sensibilizzazione sulle problematiche relative alla malattia.

Fonte: Agenparl.com

sabato 7 giugno 2014

Endometriosi: scoperto ruolo chiave dei macrofagi

(AGI) - Washington, 6 giu. - Un passo in avanti verso una migliore comprensione dell'endometriosi. Un nuovo studio pubblicato sull'American Journal of Pathology ha scoperto che i macrofagi presenti nella fase di sfaldamento dell'endometrio svolgono probabilmente un ruolo cruciale nella formazione delle lesioni. La scoperta e' avvenuta osservando un modello di endometriosi sviluppato nei topi con lesioni simili a quelle che emergono tra gli esseri umani. Il modello rispecchia fedelmente la patologia umana, come malattia infiammatoria dipendente dagli estrogeni. "Una ogni dieci donne in eta' fertile e' affetta da endometriosi, comune come l'asma o il diabete anche se spesso richiede diversi anni per una diagnosi efficace", ha spiegato Erin Greaves (University of Edimburgh), principale autrice dello studio. "Abbiamo scoperto che i macrofagi presenti nell'endometrio in sfaldamento sopravvivono e creano un micro-ambiente pro-infiammazione che contribuisce alla formazione delle lesioni endometriosiche. Siamo davvero eccitati da questi risultati perche' finora il contributo dei macrofagi - ha continuato - nell'eziologia delle lesioni non era mai stato osservato nei precedenti modelli murini. Speriamo che il nostro modello favorisca futuri approfondimenti del ruolo delle cellule immunitarie e del tessuto mestruale sullo sviluppo dell'endometriosi".

giovedì 17 aprile 2014

Buona Pasqua










Tanti auguri per una meravigliosa primavera ed una felice Pasqua!
Staff AssoEndometriosi



venerdì 4 aprile 2014

CA 19-9 come marker tumorale

CA 19-9 come marker tumorale

Il CA 19-9 aumenta in presenza di alcuni carcinomi

CA 19-9 è la sigla con la quale si identifica un marker tumorale utile soprattutto per monitorare l'estensione del tumore pancreatico, la sua evoluzione nel tempo e la risposta terapeutica del paziente alle cure intraprese. CA 19-9 In associazione con il CEA (Antigene carcinoembrionario), può inoltre essere d'aiuto nella diagnosi e nel monitoraggio di altre patologie maligne gastrointestinali, soprattutto a carico del colon-retto e delle vie biliari. I livelli di CA 19-9 tendono infatti ad aumentare in presenza di tumori dell'apparato gastrointestinale, anche se in minor misura e in una minor percentuale dei casi. Elevati livelli di CA 19-9 si possono apprezzare in circa 1/3 delle donne affette da tumori dell'ovaio, soprattutto se di tipo mucinoso (80% dei casi), e più raramente in soggetti affetti da tumore al polmone, al seno o all'utero.

Il CA 19-9 aumenta anche in presenza di alcune malattie non tumorali

Anche patologie benigne come le pancreatiti acute e croniche, la cirrosi, l'epatite, l'ostruzione biliare, l'ittero e l'iperbilirubinemia, oppure malattie a carico del colon o dei polmoni, possono determinare elevati livelli di CA19-9.

Limiti del CA 19-9 come test diagnostico e di screening

Oltre a questa bassa specificità, l'utillità di questo marker a fini diagnostici è limitata dalla sensibilità non ottimale; esistono infatti degli individui che pur essendo affetti da carcinoma pancreatico non presentano livelli elevati di Ca 19-9. Inoltre, questo marker è rilevabile sono nel siero di pazienti che presentano l'antigene di Lewis, e non aumenta in caso di tumori delle isole pancreatiche (che rappresentano circa l'1,3% della totalità dei casi di tumore al pancreas).
Purtroppo per quanto detto il CA 19-9 si allontana molto dalle caratteristiche del marker tumorale ideale: la sua bassa specificità e la sensibilità non ottimale, lo rendono quindi inadatto per screening popolazionisti. In altre parole, il livello di CA19-9 non può essere impiegato come marker assoluto della presenza o assenza di una patologia maligna a carico del pancreas. Piuttosto, i risultati del test dovrebbero essere interpretati solo unitamente ad altre indagini e strumenti di diagnosi della malattia. Il CA 19-9 è comunque utilissimo nel monitoraggio dei pazienti con tumore pancreatico già diagnosticato e/o trattato; il rialzo dei valori di questo antigene tumorale dopo l'intervento chirurgico è infatti spia accesa di una ripresa della malattia. Per lo stesso motivo, durante la chemioterapia, il dosaggio del CA 19-9 può fornire informazioni utili sulla risposta del paziente al trattamento, e aiutare a stabilire le probabilità che sopravviva alla malattia: valori elevati sono generalmente associati ad una mancata risposta al trattamento, mentre il riscontro di rialzi continui è indicativo di progressione della malattia (purtroppo i chemioterapici sono generalmente inefficaci, quindi il monitoraggio dei livelli di CA 19-9 è utile soprattutto nel post-intervento di asportazione della parte malata di pancreas). L'aumento del CA19-9 può precedere di parecchi mesi (in media tre) il riscontro strumentale della ripresa della malattia. I livelli di CA 19-9 sono utili come metodica di screening dei soggetti affetti da colangite sclerosante per la diagnosi precoce di colangiocarcinoma.

Valori normali, CA 19-9 elevato

I livelli di CA 19-9 vengono misurati in un campione di sangue venoso prelevato da una vena dell'avambraccio, proprio come avviene per ogni altro tradizionale esame del sangue.
I valori normali di CA 19-9 risultano inferiori a 40 U/ml. Tassi superiori a 100 U/ml sono estremamente indicativi di cancro al pancreas.

Fonte: My-Personaltrainer



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